EUROPA SOSTENIBILE, SARDEGNA SOSTENIBILE

La necessità di uno sviluppo sostenibile riguarda tutti.  Ridurre lo spreco, agire in sicurezza, condurre un’esistenza che renda vivibili le città ed efficienti le industrie, nel rispetto dell’ambiente e della vita umana per permettere alle generazioni attuali e a quelle che verranno di soddisfare i propri bisogni e per dare una speranza di futuro al mondo. Con L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il grande programma d’azione a cui i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno aderito, si delineano gli obiettivi (sono 17 gli OSS – Obiettivi Sviluppo Sostenibile) da raggiungere proprio entro il 2030 per portare il mondo a percorrere la strada della sostenibilità. Obiettivi ambiziosi che riguardano questioni imprescindibili per un reale sviluppo in termini di sostenibilità. A tali obiettivi è allineata anche l’agenda dell’Unione europea e le sue politiche della prossima programmazione 2021-2027. Un approccio globale che deve tener conto di molteplici aspetti: sociali, economici, ambientali ma che ha anche l’ambizione di far sì che questi diversi aspetti possano rafforzarsi fra loro per uno sviluppo sostenibile capace di rispondere sia alle esigenze delle attuali generazioni sia di quelle future. In questo contesto l’UE non è solo fortemente impegnata, gli OSS sono inclusi in tutte le 10 priorità della Commissione europea, ma con il suo approccio strategico può davvero assumere un ruolo di particolare rilevanza nell’attuazione dell’agenda 2030. 

Il processo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile ovviamente riguarda anche tutti i Paesi dell’UE e non può essere portato a termine senza il coinvolgimento degli enti regionali e locali. Un ruolo fondamentale come attori responsabili nell’attuazione della sostenibilità europea. Sono infatti i governi regionali e locali che meglio e più a fondo conoscono la realtà del territorio, in quanto hanno concrete funzioni di gestione nei i settori interessati dagli OSS e diventano protagonisti nel perseguimento e nell’attuazione di tali obiettivi. 

Non ha perso l’occasione la Regione Sardegna anzi ha colto, con una strategia di sintesi, le indicazioni contenute sia nella Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile sia le indicazioni della Politica di coesione europea 2021-27 in quanto chiamata a definire gli obiettivi della S3 smart strategy regionale.

La Regione ha calato, partendo dalle emergenze regionali anche rispetto a ciascun Goal dell’Agenda 2030 ONU, queste indicazioni nel contesto regionale individuando esigenze e priorità. Ha quindi così stabilito i cinque temi strategici per la sua Strategia regionale di sviluppo sostenibile e 7 laboratori tematici online. Temi che hanno una visione a lungo termine con azioni da compiere e obiettivi da perseguire per realizzare nel 2030 una Sardegna sostenibile:

  1. Sardegna più intelligente, innovativa e digitalizzata ;
  2. Sardegna più verde per le persone, le imprese e gli enti; 
  3. Sardegna più connessa e accessibile;  
  4. Sardegna più sociale, istruita e prospera; 
  5. Sardegna più vicina ai cittadini, identitaria e accogliente. 

Per coinvolgere fattivamente, in questo progetto di sostenibilità, i diversi portatori d’interesse l’Amministrazione regionale ha realizzato dei laboratori on line, che consistono in momenti di approfondimento per ciascuno dei cinque temi strategici declinati nella Strategia regionale. Un’iniziativa propositiva e lodevole da parte della Regione Sardegna, dove va rilevato lo sforzo più che apprezzabile di lavorare per rendere protagonisti attivi coloro che ne sono fruitori. 

Un’opportunità costruttiva per parlare di Europa in Sardegna, per alfabetizzare su tematiche prettamente europee, per lavorare su politiche d’inclusione. Tuttavia, va evidenziato che la partecipazione in contemporanea a questi laboratori di più soggetti eterogenei, rappresentati da attori istituzionali, imprese, terzo settore e società civile rischia di far perdere quello spirito di innovazione e quel valore aggiunto conseguibile se fossero stati indirizzati a un target omogeneo, finalizzato e non certo indifferenziato come risulta essere ora. Sicuramente è riscontrabile in questa prima fase un ottimo livello di partenza, ma per rendere maggiormente incisiva anche la Strategia di specializzazione intelligente della Regione Sardegna (S3) e credibile in termini di coinvolgimento al punto dal poter impattare sulle reali azioni che la Regione Sardegna andrà a definire, sarebbe utile indirizzare i laboratori a un pubblico mirato e circoscritto e con tavoli tematici.  Ho partecipato e accanto a presentazioni puntuali e ben delineate, si sono invece accavallati interventi completamente fuori tema: stakeholders che hanno colto l’opportunità per comunicare su più livelli con la Regione, ma con una modalità spesso completamente fuori misura e non pertinente alle finalità dell’incontro, almeno per coloro che partecipano a questi laboratori perché siano davvero di utilità. C’è da chiedersi quindi quali siano le finalità: la Regione Sardegna vuole semplicemente rendere partecipi attori indifferenziati del processo e non è tra obiettivi il raggiungimento dell’efficacia, o deve per procedura far apparire solo il coinvolgimento di un’ampia platea di potenziali fruitori? Un suggerimento in merito: bene come primo step, ma ne aspettiamo un secondo più focalizzato sul target altrimenti rimane solo uno sforzo, come molti se ne sono già visti, completamente inutile in termini di contributi concreti. Mirare meglio il target renderebbe il tavolo di lavoro e il confronto credibile e riuscirebbe ad essere di maggiore efficacia nel perseguire quell’intento di partecipazione attiva e competente nella realizzazione del progetto di sostenibilità e di politica di coesione della Regione Sardegna. 

Ines Caloisi

@inescaloisi

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