PAC, PSR, FEASR : tanti acronimi rivolti al settore agricolo, ma per dire cosa ?

Dalla programmazione 2014-2020 alla programmazione 2021-2027

PAC è l’acronimo di politica agricola comune che, attraverso strategie e finanziamenti, supporta le comunità rurali europee per  potenziare i settori agroalimentare, forestale  e la sostenibilità ambientale delle zone rurali dell’UE.

I tre obiettivi di sviluppo rurale a lungo termine per il dell’UE sono:

  • stimolare la competitività del settore agricolo
  • garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima
  • realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.

Lo strumento di finanziamento della PAC è il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale(FEASR) che supporta le strategie e i progetti di sviluppo rurale.

Il bilancio del FEASR in Europa per il periodo 2014-2020 è stato di circa 100 miliardi di euro e, per decisione della Commissione Europea, si protrarrà fino al 2023.

A livello programmatico, ogni paese membro redige il  Programma di sviluppo rurale nazionale (PSRN 2014-2020) che viene cofinanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) di cui al Reg. (UE) n. 1305/2013, in Italia è compito del  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) che concerta le azioni per le comunità rurali in sintonia con le regioni attraverso il piano di sviluppo rurale (PSR), presente in ogni Regione Italiana, attraverso una piano mirato allo sviluppo dei territori e differenziato per Regione.

Almeno il 30% dei finanziamenti di ciascun PSR deve essere destinato a misure rilevanti per l’ambiente e i cambiamenti climatici, in gran parte convogliate attraverso sovvenzioni e pagamenti annuali agli agricoltori che scelgono pratiche più rispettose dell’ambiente.

Almeno il 5% dei finanziamenti dei PSR deve essere destinato ad azioni basate sul metodo LEADER. Si tratta di un approccio dal basso verso l’alto che riunisce agricoltori, imprese rurali, organizzazioni locali, autorità pubbliche e privati provenienti da vari settori, al fine di formare gruppi di azione locale (GAL). I GAL elaborano le proprie strategie di sviluppo locale, in base alle quali gestiscono i rispettivi bilanci, sempre in sintonia con la Regione di riferimento.

I programmi di sviluppo rurale possono anche sostenere i piccoli comuni intelligenti. Tale iniziativa punta a fornire un insieme di strumenti versatili per consentire, promuovere e rafforzare l’innovazione nelle zone rurali di tutta Europa, affrontando le sfide comuni cui devono far fronte i cittadini che vivono nei territori rurali.

Il 1° giugno 2018 la Commissione europea ha presentato una serie di proposte legislative sulla politica agricola comune (PAC) per il periodo 2021-2017 A causa dei negoziati in corso tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE, la data provvisoria di avvio della proposta di riforma della PAC è stata rinviata al 1º gennaio 2023.

Degna di nota è la rete la ENRD (european network for rural development) che ha lo scopo di aumentare il coinvolgimento degli stakeholders nello sviluppo rurale, migliorare la qualità dei programmi di sviluppo rurale (PSR); informare meglio sui benefici della politica di sviluppo rurale e
sostenere la valutazione dei PSR.

Nell’ambito della programmazione 2021-2027, le azioni non sono state ancora approvate definitivamente, al punto che l’attuale programma copre il 2021 e 2022, si attendo il varo il 1 gennaio 2023, le proposte della Commissione Europea sono però sul tavolo e mirano a promuovere un settore agricolo sostenibile e competitivo in grado di contribuire in modo significativo al Green Deal europeo, in particolare per quanto riguarda la strategia “dal produttore al consumatore” e la strategia sulla biodiversità. Le proposte si concentrano in particolare sui seguenti aspetti:

  • garantire un trattamento equo e un futuro economico stabile agli agricoltori
  • fissare ambizioni più elevate per l’azione a favore dell’ambiente e del clima
  • salvaguardare la posizione degli agricoltori al centro della società europea.

Per poter conseguire questi obiettivi generali, la Commissione ha fissato nove obiettivi specifici:

  1. garantire un reddito equo agli agricoltori
  2. aumentare la competitività
  3. riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare
  4. combattere i cambiamenti climatici 
  5. tutelare l’ambiente
  6. salvaguardare il paesaggio e la biodiversità
  7. sostenere il ricambio generazionale
  8. sviluppare aree rurali dinamiche 
  9. proteggere la salute e la qualità del cibo

L’attuazione e la sua definizione completa è prevista nel 2023.

Ines Caloisi

Link utili

https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/future-cap_it

https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/rural-development_it

https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/cap-glance_it

http://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2082

https://www.reterurale.it/PACpost2020/percorsoUE

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