Di cosa parliamo quando ci riferiamo ai progetti europei

Contestualizzare cosa siano i progetti europei ci può consentire di conoscerne contorni e opportunità, parlandone in modo appropriato

Un progetto europeo è tale perché interessa stakeholders europei. Le azioni progettuali sono realizzate e scritte in risposta a programmi europei che siano di istruzione, cittadinanza, inclusione sociale, scienza, innovazione e mille altri tempi declinati dalla Commissione europea attraversi programmi, a cui partecipano enti e organizzazioni pubbliche private appartenenti prioritariamente agli Stati Membri UE e in alcuni programmi a paesi terzi o con cui l’UE ha stabilito accordi di partenariato.

I fondi declinati attraverso i programmi devono rispondere alle politiche UE per quel programma nell’ambito della azione chiave rispettando i criteri indicati nelle linee guida e nei programmi.

Questi ultimi vengono decisi all’avvio della programmazione di 7 anni in 7 anni in base ad un quadro di politiche europee al fine di determinare azioni che impattino sulle politiche in una logica bottom up. Di base un progetto europeo, in funzione delle diverse azioni, è formato da un partenariato europeo, di norma di più paesi, che sia esso di organizzazioni pubbliche o private in funzione dei criteri di eleggibilità.

Quindi dire, devo fare una ristrutturazione in casa, chiedo i soldi all’Europa, non è fattibile, devo sistemare una piazza nella in città e chiedo soldi all’Europa nemmeno. Questi sono fondi, quando declinati, che troverete messi a disposizione dallo Stato o dalla regione in cui vivete, molto spesso sempre declinati dall’Europa ma con logiuche di accesso completamente diverse. 

Attraverso i progetti europei tanti enti transnazionali entrano in contatto, creano innovazione, rafforzano la propria identità e strategia di internazionalizzazione generando confronto tra culture e background profondamente diversi.

I progetti europei, quando finanziati, la competizione è altissima, rappresentano anche un puntello per promuovere eventi locali su tematiche transnazionali e stimolare le identità nazionali al confronto anche su temi che, a livello nazionale, sono affrontati con modalità e finalità spesso non sempre in armonia con le politiche europee.

Siamo alla soglia dell’avvio della nuova programmazione e si aprono scenari nuovi, se studiassimo le politiche europee, sapremmo già dove e come le prossime politiche incideranno.  I progetti europei in quanto tali contribuiranno a realizzare la prossima  programmazione, saranno di maggiore o minor peso finanziario in base alle azioni progettuali e i budget che verranno declinati per ciascun programma.

Scrivere un progetto europeo richiede una pluralità di competenze e di specializzazione per le quali non è mai sufficiente un solo professionista. Formarsi sulla progettazione europea, anche se non si svolgerà attività di euro-progettazione è particolarmente utile perché apre comunque la visuale e ci fa prendere coscienza di quanto ci gira intorno. Proprio per questo, sono una fautrice del promuovere la progettazione europea anche nelle scuole, perché oltre a conoscere le politiche europee si parla di Europa in termini di risorse ed opportunità. Avremmo giovani più europei e magari nuovi progettisti. 

Ines Caloisi

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